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venerdì 25 marzo 2022

Lorenzo IC A. Manzi

di Lorenzo

 

Un giorno mi ritrovai davanti ad un bosco; lo attraversai ed arrivai su un colle, dove mi apparvero tre fiere.

A me le fiere proprio non piacciono. 

Tentai di passare oltre, ma le fiere non me lo permettono. Ad un tratto vidi una persona. La sua immagine era tanto lontano che non so dire se fosse viva o morta. Era quel grande poeta Homer Simpson! Mi disse: - Io sono la tua guida per L Inferno.

Risposi: - sono il tuo seguace, dammi qualche segno di magnificenza.

Un leggero rutto vibrato risuono per il colle...

Quindi ando a controllare se si poteva passare fra le fiere. 

Ritorno dicendo: - non si puo passare... Non ci sono ciambelle!

Scesi dal colle e trovo` una porta con scritto:

 

PER ME SI VA ALLA CITTA` DOLENTE, DOVE SI PRENDE UN ACCIDENTE, PER ME SI VA TRA LA PERDUTA GENTE. 

 

Homer pensieroso parlo` cosi`un Perduta gente, sara` il reparto oggetti smarriti! 

Entriamo! 

Io, fiducioso nei confronti del mio maestro, lo seguii. 

Subito dopo mi mostro` uno schema : era lo schema dell'Inferno. Avazammo fino ad arrivare al primo girone ;Homer spiego`:- Questo e` il girone degli Zucconi... Guarda a cosa sarai destinato! Io sapevo bene di essere uno Zuccone e guardai. Dei ragazzi dire di SI alle cose piu assurde. Altrimenti sarebbero stati costretti a spaccare mille zucche con la testa. Scesi delle scale e vedemmo dei bambini seguire una lezione noiosissima. Homer mi dissi Questo e`il girone dei distratti:se vengono scoperti con la testa fra le nuvole devono ripetere tutta la lezione fatta fino a quel punto. Poi indicando due zone piu basso, sono gli Indolenti e sono costretti a studiare a memoria la loro morte e quella dei loro cari. 

Mentre ancora piu giu ci sono i copioni, devono compilare veriche su un argomento che non e`stato spiegato, divisi da muri di cemento. Questi quattro gironi sono della categoria dei Fannulloni.

Seguimi ora ti mostro la categoria dei Rompi scatole. Questo gruppo era formato dai chiaccheroni : dei diavoli parlavano argomenti a loro piacere. Poi c erano i bulli un diavolo, con guantoni da boxe, se un diavolo parlava gli davano pizzicotti. Infine arrivano i golosi :ogni volta che chiedevano qualcosa gli venivano date una pigna da mangiare. Quindo Homer mi disse: - Io per L Inferno ti ho acconpagnato... Ora vai... Ripeto, sveglia! Ora ti prenderai la nota che ti ho promesso tanto tempo fa'. Quella che mi ha sgridato e` la Prof. qualcuno esclama :E` proprio una Rompi scatole.

Cinzia. IC A. Manzi

 Dante ascolta le nuove avventure di Ulisse


di Cinzia


Dante nel suo viaggio all’inferno incontra Ulisse che, imprigionato in una fiamma, gli racconta cosa è accaduto dopo essere ritornato a Itaca.

Ulisse inizia narrando che dopo aver superato le prove che Penelope gli aveva sottoposto viene finalmente riconosciuto da lei e si riabbracciano; dopo qualche mese Ulisse e Penelope decidono di ripartire insieme verso una nuova avventura, lascia l’incarico di governare il suo popolo al figlio Telemaco.

Ulisse e sua moglie si dirigono in Tunisia con una piccola nave e li incontrano i Lotofagi che sono mangiatori di Loto, un frutto che fa perdere la memoria. Vengono ospitati nel villaggio per qualche giorno; i Lotofagi si ricordano subito di Ulisse che già era stato precedentemente da loro e proprio grazie a lui erano riusciti a smettere di mangiare quel frutto tanto prelibato e delizioso ma che però faceva cadere nell’oblio. I Lotofagi gli dedicano grandi festeggiamenti, lo ringraziano e prima che riprenda il suo viaggio gli regalano un’ampolla magica.

Navigano per diverse settimane e approdano in Spagna. Sulla riva incontrano un mercante che urla: “tacos, tacos, ven a comer mis deliciosos tacos, los vendo a precios bajos!” Allora decidono di assaggiare questo cibo stuzzicante. Prendono quattro tacos e iniziano a mangiarli e con loro grande sorpresa scoprono che è un cibo delizioso. Si dirigono poi verso il mercante e gli finiscono tutti i tacos che aveva preparato. In quel momento Dante ferma Ulisse e dice: “Grande ingordo, ti metterò sicuramente nel girone dei golosi, ma non ti vergogni di quanto hai mangiato!” Ulisse gli risponde: “Guarda che se li assaggiavi pure tu, te ne saresti mangiato il triplo!” Dante fa una faccia incuriosita e decide di continuare ad ascoltare il suo racconto.

Dopo la grande abbuffata Ulisse e Penelope si dirigono in Marocco, restano colpiti dai colori sui toni dell’azzurro delle abitazioni, ma soprattutto dalle numerose spezie che ci sono nei vari mercatini lungo le strade. Fanno un giro sui cammelli e arrivano in un paese nel deserto dove stranamente il sole non calava mai, perché come tramontava un sole subito dopo ne sorgevano altri due o tre. Non arrivava mai la notte e faceva troppo caldo. In tutto c’erano sette soli che s’incrociavano nel cielo. La gente brontolava e si lamentava ma nessuno poteva farci niente. Ulisse decise di aiutarli, così salì sulla duna più alta e aspettò. Non appena arrivava un sole lui lo tirava giù e lo seppelliva sotto le dune e così fece per sei soli. Con sua grande sorpresa l’ultimo sole iniziò a parlare: “ti prego non farmi del male! Sono l’unico sole rimasto nel cielo”. Ulisse rispose: “Beh, un sole ci serve, ma devi promettermi di fare il bravo. Ogni mattina devi sorgere come si deve ed illuminare per bene il cielo. E ogni sera devi andare buono a letto. La gente ha bisogno della tua luce ma anche di dormire!” Quella sera, per la prima volta, videro il cielo riempirsi di stelle scintillanti. 

I due viaggiatori decidono di andare nella bellissima Italia e precisamente in Emilia Romagna. Si addentrano in un bosco, ad un certo punto vedono un albero con grosse pere dorate, che avevano un profumo dolce come il miele e vicino c’era un contadino che le vendeva. Ulisse chiede “potrei avere una pera, per favore? Anche se al momento non ho soldi per pagarla!” Il contadino si rifiuta. Un passante decide di comprare una pera per Ulisse e lui per ringraziarlo gli dice: “sei stato molto gentile, ora vorrei darti una delle MIE pere”. Il passante è molto sorpreso e chiede: “che pere?” Il contadino disse: “se hai le tue pere perché mangi le mie!” Ulisse gli rispose: “mi servivano solo un po’ di semi, ora stai a guardare!” Ulisse e Penelope scavarono una buchetta e vi misero dentro i semi e aggiunsero l’acqua magica contenuta nell’ampolla che gli era stata donata dai Lotofagi. Ben presto spuntò un germoglio e un attimo dopo si trasformò in un grandissimo albero pieno di grosse pere dorate. Tutti rimasero a bocca aperta. Ulisse e Penelope le offrirono a chiunque le volesse anche al contadino sgarbato.

Proseguendo il loro viaggio e si fermarono a Venezia, dove cambiarono imbarcazione e visitarono la città sulle caratteristiche gondole, attraversando i stretti canali e ammirando i bellissimi ponti. Sporgendosi dalla gondola a Penelope cadde una collana e all’improvviso dall’acqua spuntò una sirena dai lunghi capelli che le disse: “ti aiuto io!” Penelope rimase senza fiato. La sirena si tuffò e ritornò in superficie con una collana d’oro. Penelope rispose: “purtroppo non è la mia!” La sirena tornò sott’acqua e riemerse con una vecchia collana di ferro. “Sì è questa, grazie!” riconoscendo la collana avuta in dono dalla bisnonna.

“Una tale onestà va ricompensata”, disse la sirena e lasciò sulla loro gondola la collana d’oro, per poi scomparire nel fondo del canale.

Proseguendo a est sulla terraferma e arrivarono fino alla Romania, dove alloggiarono in un gigantesco e meraviglioso castello. Durante il soggiorno decisero di prendere una guida e di andare sulle spiagge del Mar Nero; noleggiarono tutta l’attrezzatura da pesca e si trovarono un posticino tranquillo per prendere tanti pesci. Sulla spiaggia videro una bottiglia di vetro resa opaca dal tempo, Ulisse pensò a cosa potesse esserci dentro; la scosse, ma non sentì alcun rumore, tolse il tappo e l’annusò, ma non aveva odore, la rovesciò ma non venne fuori nulla, all’improvviso dalla bottiglia cominciò ad uscire del fumo. “Un genio!” gridò Ulisse sbalordito. “Sì, sono finalmente libero, ho un sacco di fame e vorrei mangiare qualcosa. State pescando, posso aiutarvi?” Penelope accettò volentieri, allora il genio con il suo anello magico fece uscire dal mare un numero infinito di pesci. Tornarono tutti insieme al castello e organizzarono un gran banchetto a base di pesce, saziando così anche la gran fame del genio.

Dopo tante avventure decisero di ritornare in Grecia.

Dopo tutti questi racconti Dante, stupito dalle numerose vicende, guarda Ulisse e decide di liberarlo dall’inferno, perché in ogni sua tappa ha sempre cercato di aiutare chi si trovava in difficoltà.


Ali. IC A. Manzi

 La Vita di Ulisse


di Ali

Dante nel suo viaggio all’Inferno incontra Ulisse che,imprigionato in una fiamma,gli racconta cosa è accaduto dopo il suo ritorno a Itaca. 

Ulisse ripartì per consolare Polifemo,ma il ciclope non accettò. 

Poseidone,padre di Polifemo,arrabbiato,fa scoppiare un forte temporale e Ulisse si perse. Dopo un mese trovò l’isola di Circe e chiese aiuto;lei accettò e dà a Ulisse una zattera e dei guerrieri. 

I guerrieri erano molto forti e avevano tutto a disposizione;ma,prima di andarsene, gli lascia un banchetto. 

Dopo poco tempo,Ulisse e gli uomini trovarono acqua,cibo e provviste per un anno intero. L’isola era molto grande e spaziosa 

Poi,pronti per ripartire,Ulisse disse:-Dai,è ora di tornare a Itaca! Ma prima devo costruire un’ altra zattera!- e la creò con legno e bambù. 

Poseidone non vuole che torni a casa Ulisse;perciò sbatte la barca con onde grandissime. Ma la barca non si sbatte e finalmente trovarono casa. 

Ma non lo era:era una specie di aeroplano e Ulisse volò e tornò a Itaca. Penelope,moglie di Ulisse,disse:-Sììììììì!!!!!! è tornato Odisseo!!!!! 

-Sono io,Penelope!!! 

-Grazie a Dio,sei tornato!!!! 

Vieni,vieni, che tutti ti aspettano!!!! 

E vissero felici e contenti.